Apr 26, 2026
Bella ferrata panoramica, ma c...
Bella ferrata panoramica, ma con avvicinamento e irientro molto lunghi…

La Ferrata Gerardo Sega è un itinerario attrezzato di grande fascino, incastonato in un imponente anfiteatro roccioso ai piedi del Monte Baldo. Il suo sviluppo si articola prevalentemente su due ampie cenge ben definite, che offrono un percorso spettacolare e continuo pur mantenendo un carattere tecnico moderato. L'esposizione è costante ma mai eccessiva, e solo i passaggi conclusivi introducono un impegno leggermente superiore, senza stravolgere l'accessibilità generale della via. L'ambiente aperto e soleggiato la rende una scelta ideale per la primavera e l'autunno.
Il percorso ha inizio dal parcheggio del Rifugio Monte Baldo (1120 m), raggiungibile dalla strada asfaltata che sale da Avio. Durante la salita, dopo una serie di tornanti, si individua sulla sinistra la deviazione in discesa per Madonna delle Nevi: imboccandola si giunge al rifugio. Dal rifugio si scende per una decina di minuti lungo il sentiero CAI 652 fino a un bivio segnalato. Si prosegue in direzione di Avio e Valle dei Molini, mantenendosi su questo tracciato ombreggiato. Dopo circa quaranta minuti dall'inizio si incontra un secondo bivio: il CAI 652 continua verso Avio, mentre si devia sul CAI 685. In breve si raggiunge il torrente Aviana, che si attraversa mediante un semplice ponte delle scimmie a due tronchi con corde. Superato il guado, il sentiero costeggia la cascata di Preafessa e penetra nell'anfiteatro roccioso che ospita la ferrata. Gli ultimi metri di cammino si svolgono su una cengia rocciosa percorsa verso sinistra, sotto imponenti tetti giallastri, fino a individuare l'attacco della via, segnalato da una targhetta. È consigliabile equipaggiarsi qui. L'avvicinamento richiede circa un'ora e un quarto.
L'approccio è un'immersione progressiva: si lascia l'ambiente boscoso per entrare in una forra scavata dall'acqua, dove la roccia calcarea si fa più massiccia e strutturata. Il ritmo è regolare, con una leggera discesa iniziale seguita da un traverso orizzontale che prepara all'ambiente verticale.
Dall'attacco si percorre una breve cengia coperta da un tetto, superando alcuni gradoni rocciosi non attrezzati ma facili. Si giunge così a una scala metallica verticale di circa dieci metri, più appoggiata negli ultimi tratti. Superata la scala, si sale una rampa sabbiosa e alcune roccette fino a un terrazzino panoramico. Da qui inizia uno degli elementi più caratteristici dell'itinerario: una lunga cengia orizzontale, comoda e ben scavata nella roccia, che offre un camminamento spettacolare e fluido. Pur essendo esposta, non richiede manovre tecniche particolari. Aggirata la parete, si sale una rampa rocciosa che introduce a un breve tratto in discesa nel bosco. Dopo un paio di balzi rocciosi e l'aggiramento di alcuni tratti esposti, si approda a una seconda ampia e panoramica cengia, anch'essa priva di difficoltà tecniche. Usciti dall'ambiente roccioso si rientra nel bosco, superando un balzo con l'ausilio di due chiodi utili per l'appoggio dei piedi, e si raggiunge il libro delle firme. Si risale poi un breve tratto boscoso molto ripido e scivoloso, che introduce all'ultima sezione. Qui si affronta una parete verticale molto ben appigliata, che si sale con arrampicata piacevole e continua. Proseguendo su un sentiero di trasferimento si arriva a un diedro roccioso, non particolarmente alto ma che costituisce il passaggio più impegnativo dell'intero percorso. Superato questo diedro, terminano le attrezzature; dopo un paio di minuti di salita si è al termine della via. La percorrenza della ferrata è di circa un'ora e mezza, per un totale di due ore e quarantacinque minuti dall'inizio dell'escursione.
Il ritmo dell'itinerario è scandito dall'alternanza di camminamenti aerei su cenge e brevi risalite verticali. La roccia, solida e spesso levigata dall'erosione, permette un avanzamento sicuro e continuo. L'esperienza è prevalentemente panoramica e orizzontale, con due sequenze verticali concentrate nella parte finale che ne modificano il carattere, rendendola più tecnica e coinvolgente.
Dal termine della ferrata si scende lungo un largo sentiero. Al primo incrocio si mantiene la sinistra, fino a incontrare una strada forestale in corrispondenza di un bivio. Qui il sentiero CAI 653 sale verso Passo Cola, mentre si prosegue in discesa sul CAI 685 in direzione della Madonna della Neve. Usciti dal bosco ci si ritrova nella valle percorsa in auto per raggiungere il Rifugio Monte Baldo. Si segue la forestale in discesa fino alla chiesetta della Madonna della Neve e si continua fino al rifugio e al parcheggio. La discesa richiede circa un'ora, per un totale di tre ore e quarantacinque minuti dall'inizio.
La Ferrata Gerardo Sega si classifica come facile, ma gli ultimi due tratti – la parete verticale e il diedro – ne elevano leggermente il grado. È un itinerario adatto anche a neofiti o a escursionisti esperti che desiderino approcciarsi al mondo delle vie ferrate. L'ambiente è molto suggestivo e non presenta mai difficoltà degne di nota. È fondamentale prestare attenzione al materiale detritico che potrebbe cadere da chi precede, rendendo il casco assolutamente obbligatorio. Per la cartografia, si consiglia di dotarsi di una mappa dettagliata del gruppo del Monte Baldo. L’itinerario si trova nel massiccio del Monte Baldo, zona che ospita anche la più atletica Ferrata delle Taccole, difficilmente abbinabile nella stessa giornata se non utilizzando la funivia Prada-Costabella. Un abbinamento più agevole potrebbe essere la Ferrata Marangoni, esposta e mediamente impegnativa, raggiungibile risalendo da Avio a Mori. Per un’opzione più tranquilla ma panoramica, si può considerare il Sentiero Attrezzato della Val Sorda, in direzione di Verona.
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The difficulty indicated for Ferrata Gerardo Sega is Moderatamente Difficile.
The total duration is approximately 3 h 45 min.
The route measures approximately 14 km.
Ferrata Gerardo Sega is located in the Trento area, Italy.
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Apr 26, 2026
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