
Technical data
- Difficulty
- Difficile
- Status
- aperta
- Distance
- 12,5 km
- Total duration
- 8 h
- Approach
- 3 h
- Ferrata time
- 2 h
- Elevation gain
- 450 m
- Coordinates
- 46.473194, 13.671242
Features
Description
Panoramica
Un percorso di alta quota nel cuore delle Alpi Giulie, che si sviluppa lungo lo spartiacque tra Italia e Slovenia. Nata come via militare e recentemente ripristinata (2022), la Ferrata Kugy costituisce una linea diretta e affascinante per raggiungere la vetta dello Strugova. L’itinerario è impegnativo nella sua globalità, con un avvicinamento lungo e una discesa che, se non si sceglie di tornare per la via di salita, assume carattere alpinistico su creste esposte.
Avvicinamento
Il percorso ha inizio dal parcheggio dei Laghi di Fusine (Udine), raggiungibili dall’autostrada A23 (uscita Tarvisio) e dalla strada per Fusine Valromana. Si parte dalla sponda del Lago Superiore di Fusine imboccando il sentiero 512, che in un’ora di cammino boschivo conduce al Rifugio Zacchi. Si prosegue verso sud sul sentiero 513, inizialmente una carrareccia, fino a individuare la deviazione a sinistra per il 513c, indicato per la "Via Attrezzata Kugy allo Strugova". Usciti dal bosco, l’ambiente cambia radicalmente: ci si trova ai piedi di un anfiteatro di pareti calcaree, al centro del quale si sviluppa un ripido e lungo ghiaione. La salita di questo cono detritico, sul lato destro seguendo radi segnavia rossi, è fisicamente impegnativa e la traccia a volte si fa labile. Superato il ghiaione, si aggira a sinistra il residuo di un ghiacciaio (o nevaio stagionale) e si scende per qualche decina di metri fino a trovare le prime staffe metalliche che segnano l’attacco della ferrata. L’avvicinamento richiede attenzione alla traccia e un buon ritmo di marcia per gestire il dislivello accumulato prima ancora dell’inizio della parte attrezzata.
Via Ferrata
L’attacco della Ferrata Kugy presenta il passaggio chiave dell’intero percorso: un risalto roccioso leggermente strapiombante, breve ma che richiede decisione nella progressione. Superato questo ostacolo iniziale, l’itinerario si sviluppa con un ritmo vario e piacevole, alternando traversi facili, balzi verticali, passaggi su cenge e rampe diagonali. La morfologia è tipicamente carsica, con roccia calcarea generalmente solida e appigli generosi. Il cavo funge da utile riferimento, ma la qualità della roccia invita spesso a un’arrampicata libera. Dopo circa 45 minuti si raggiunge una cengia mediana, che si percorre tenendosi a destra di un canalone. La progressione rimane continua e ben attrezzata, avvicinandosi progressivamente alla cresta sommitale. Una volta giunti su di essa, è necessario orientarsi: la cresta prosegue marcata verso sinistra (direzione Ponza), ma il percorso volge a destra. Gli ultimi tratti attrezzati, aerei ma non difficili, portano in circa 1 ora e 30 minuti dall’attacco alla vetta dello Strugova a 2.430 metri. Il percorso è prevalentemente verticale, con una costante esposizione che regala panorami sempre più ampi man mano che si sale.
Discesa
Dalla vetta dello Strugova si dipartono tre possibili itinerari di rientro, tutti impegnativi e che coinvolgono tratti attrezzati. La scelta più diretta è ritornare per la via di salita, ridiscendendo la ferrata, il ghiaione e il sentiero 513c/512. I tempi indicati nel testo si riferiscono a questa opzione. La seconda possibilità, di carattere alpinistico, prevede di percorrere la cresta verso sud che collega lo Strugova alla Veunza, per poi scendere attraverso la tecnica Ferrata della Vita. La terza opzione, altrettanto impegnativa, segue la cresta verso nord verso le Ponze, con successiva discesa lungo la Ferrata della Ponza Grande. Queste due varianti di cresta prolungano notevolmente l’impegno dell’escursione. Le attrezzature presenti sui dorsali sono spesso vetuste e poco affidabili, i passaggi sono esposti e richiedono esperienza di progressione su terreno impervio e piede fermo. La scelta deve quindi essere commisurata alle condizioni fisiche, all’esperienza del gruppo e al meteo.
Note utili
Dalla cima si dispiega una vista maestosa sui giganti delle Giulie, a 360° sul versante sloveno e su quello friulano. La ferrata, dopo il restauro del 2022, si trova in ottime condizioni. Il ghiacciaio incontrato in avvicinamento è oggi un residuo, ma all’inizio della stagione può presentarsi come un nevaio consistente, richiedendo eventualmente l’uso di ramponi e piccozza. L’itinerario ricalca la via alpinistica aperta da Julius Kugy nel 1898, poi attrezzata militarmente nel primo dopoguerra e infine ripristinata dalla Brigata Alpina Julia. La zona dei Laghi di Fusine è un punto di partenza strategico per altre celebri ferrate come quelle del Mangart e della Ponza Grande, mentre verso ovest si accede alle numerose vie attrezzate del gruppo del Jof Fuart e del Montasio.
Track and weather
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Images
FAQ
How difficult is the via ferrata?
The difficulty indicated for Ferrata Kugy is Difficile.
How long does it take?
The total duration is approximately 8 h.
How long is the route?
The route measures approximately 12,5 km.
Where is it located?
Ferrata Kugy is located in the Udine area, Italy.
Gear and safety planning
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Video
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Logbook
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