
Technical data
- Difficulty
- Difficile
- Status
- aperta
- Distance
- 3 km
- Total duration
- 4 h 15 min
- Approach
- 20 min
- Ferrata time
- 3 h
- Elevation gain
- 400 m
- Coordinates
- 45.70674, 10.31543
Features
Description
Panoramica
La Ferrata Nasego, incastonata sulle pendici della Corna di Savallo in provincia di Brescia, costituisce un itinerario articolato e di grande soddisfazione. Si articola in cinque tronconi distinti, offrendo un campionario di passaggi che varia da pareti verticali a traversi aerei, cenge e brevi tratti di cresta. La difficoltà complessiva si colloca nella media, con alcuni punti che richiedono un impegno tecnico e fisico più elevato, in particolare in un paio di passaggi chiave. L’esposizione è generalmente contenuta, ma non mancano sequenze di vero vuoto. La lunghezza è compensata dalla presenza di numerosi ripiani e tratti di congiunzione, che permettono di recuperare le energie e apprezzare l’ambiente circostante. La quota relativamente modesta ne consente la percorrenza per gran parte dell’anno, rendendola una meta appetibile anche nelle mezze stagioni.
L’itinerario si sviluppa su una morfologia composita, alternando pareti compatte a settori più frastagliati. La roccia, di natura calcarea, presenta spesso caratteristiche di friabilità, influenzando la scelta degli appigli. Il percorso si snoda prevalentemente su cenge ben definite e brevi creste, offrendo una progressione ritmata tra verticalità e tratti più orizzontali. L’esperienza è caratterizzata da una buona varietà tecnica, con momenti di arrampicata fisica alternati a sequenze più panoramiche e di recupero.
Avvicinamento
Il punto di partenza si trova nelle vicinanze dell’abitato di Comero, sopra Lodrino. Percorrendo la strada provinciale dopo Casto, si individua sulla destra una diramazione in salita, segnalata anche per il Rifugio Nasego, con le imponenti Corna di Savallo già ben visibili. Si imbocca questa strada asfaltata che, dopo un bivio (seguire le indicazioni per il rifugio a destra) e l’aggiramento di una chiesa, si restringe progressivamente. Dopo un paio di chilometri diventa una carrareccia sterrata ma percorribile, da risalire con prudenza per eventuali veicoli in discesa, fino a raggiungere un ampio spiazzale con tettoia, utilizzabile per il parcheggio.
Da qui, si seguono le indicazioni per la ferrata che piegano verso destra (est) con una lieve pendenza. In breve si esce dal bosco e si costeggia la base della parete. Proseguendo sul sentiero evidente, si raggiunge in circa 20 minuti l’attacco delle attrezzature, ben visibile sulla sinistra.
Via Ferrata
L’itinerario è suddiviso in cinque sezioni ben differenziate per carattere e impegno.
Primo Troncone: La progressione inizia con un tratto inclinato dove il cavo funge principalmente da riferimento per l’equilibrio. Si affronta poi una paretina coricata, con il cavo che disegna uno zigzag da scavalcare in un paio di punti. La salita prosegue su una parete più verticale lungo uno spigolo poco marcato. Giunti a un punto dove una pianta offre un buon appoggio per i piedi, si piega a destra in un breve traverso e poi in diagonale verso sinistra. Si continua a guadagnare quota ed esposizione con movimenti verticali alternati. La parte finale della parete diventa più appoggiata; risalendo alcune roccette verso sinistra si raggiunge uno spigolo che dà accesso a una cengia comoda. Dopo la cengia e un breve sentiero attrezzato, le attrezzature terminano. Si prosegue su traccia erbosa per raggiungere l’inizio della seconda sezione.
Questo tratto introduce bene il ritmo dell’itinerario: una successione di brevi salite tecniche intervallate da cenge di riposo. L’ambiente è quello di una parete iniziale, compatta, che progressivamente lascia il posto a formazioni più articolate. L’esperienza è di facile approccio, con un’esposizione crescente ma mai eccessiva.
Secondo Troncone: Scendendo lungo il sentiero si arriva a un canale roccioso. Qui si trova uno dei passaggi più impegnativi dell’intera ferrata: una parete verticale di 8-10 metri con pioli, caratterizzata da un breve strapiombo iniziale. Accanto si trova una pianta che da un lato offre sostegno, ma dall’altro deve essere scavalcata in una manovra non semplice, specie per chi è di statura bassa. Superata la pianta, il cavo prosegue su un tratto verticale, esposto e di buon impegno. Nella parte alta, la parete diventa più ricca di appigli naturali, riducendo la necessità dei pioli artificiali. Si conclude con una serie di roccette più facili.
Questa sezione rappresenta il cuore tecnico della ferrata. La morfologia è quella di un canalino chiuso da una parete compatta, che richiede una progressione potente e precisa. Il ritmo è sostenuto e fisico, con un’esposizione marcata nel tratto centrale. Il carattere è decisamente verticale e impegnativo, premiato da un’ottima tenuta della roccia nella parte alta.
Terzo Troncone: Raggiunta la terza sezione, si inizia con un traverso caratteristico: prima in diagonale verso destra, poi per un paio di metri in direzione opposta, utilizzando anche alcuni pioli per i piedi. Un breve tratto di sentiero attrezzato senza difficoltà conduce vicino a un canalino. Lo si supera con un traverso sotto un tetto poco marcato, in leggera pendenza, che porta a uno spigolo. Aggirato con attenzione lo spigolo (occhio al tetto sopra la testa), si risalgono alcuni facili balzi rocciosi, dove è possibile arrampicare sempre prestando massima attenzione alla friabilità della roccia.
Il tratto offre un cambio di passo, diventando più orizzontale e di collegamento. Lo sviluppo avviene su cenge e traversi, con un’esposizione laterale piuttosto aerea. Il ritmo è spezzato, con brevi sequenze tecniche alternate a spostamenti più semplici. Il carattere è misto, con un’attenzione particolare alla qualità della roccia, che qui può essere più friabile.
Quarto Troncone: La sezione inizia con una serie di facili balzi rocciosi, per poi piegare decisamente verso sinistra. Qui attende un traverso in leggero strapiombo, fisico per le braccia, dove è bene non temporeggiare. Superato il traverso, il cavo prosegue verticale in una breve fessura rocciosa, per poi risalire alcuni balzi ben gradonati in un tratto più fisico ed esposto. Si giunge a una forcella tra due torrioni: si prende quello di sinistra, lo si rimonta e si passa sul lato opposto. Una stretta cengia terrosa permette di aggirare un canalino, portando sotto una rampa terrosa inclinata. La si risale affrontando uno strappo un po’ fisico di un paio di metri in contropendenza. Dopo i primi metri più difficili, un facile traverso aggira uno spigolo e conduce al termine della quarta sezione.
Questo troncone mescola verticalità, traversi aerei e passaggi su terreno misto. La morfologia è varia: si passa da roccia compatta a settori più erosi e terrosi. Il ritmo è discontinuo, con picchi di impegno fisico seguiti da brevi recuperi. Il carattere è tecnico e vario, richiedendo adattamento a diversi tipi di progressione e una certa attenzione all’equilibrio sui traversi.
Quinto Troncone: Ci si dirige verso un’evidente cengia rocciosa che si sviluppa sotto un tetto. Prestare attenzione all’inizio, dove si affrontano un paio di pareti verticali con pochi appigli. Si risalgono un paio di balzi rocciosi e si percorre un tratto di cengia diagonale attrezzata. Un ultimo tratto verticale conduce finalmente in vetta alla Corna di Savallo (1446 m), sormontata da una grande croce. Il tempo di percorrenza dalla partenza della ferrata è di circa 3 ore (3 ore e 20 minuti totali dal parcheggio).
La sezione finale si sviluppa su una bella cenge sotto un tetto, per poi risalire direttamente lo spigolo sommitale. L’ambiente è aperto e panoramico, con la roccia che tende a essere più compatta. Il ritmo è crescente, con una bella progressione verticale finale che porta in vetta. Il carattere è conclusivo e gratificante, con un’ottima esposizione e un panorama a 360 gradi come ricompensa.
Discesa
Dalla croce sommitale si prosegue dritti in direzione ovest seguendo una traccia di sentiero ben evidente. Il sentiero scende con pendenza moderata fino a incrociare la via di fuga e, continuando la discesa, si raggiunge il Rifugio Nasego, gestito da volontari. Dal rifugio si scende al parcheggio: si può optare per il sentiero più diretto e ripido (a sinistra) o per quello più dolce e lungo (a destra). La discesa dalla vetta richiede circa 45 minuti, per un totale di escursione di circa 4 ore e 15 minuti.
Note utili
La roccia è spesso friabile: è sconsigliabile fare pieno affidamento sugli appigli naturali se non verificati e, se si sceglie di arrampicare, serve massima cautela. A parte la parete con la pianta e il traverso strapiombante, non ci sono tratti estremamente difficili. I diversi tronconi offrono molti punti per riposare. Attenzione a un paio di sentieri di collegamento, che possono diventare scivolosi in caso di umidità o dopo piogge recenti.
Un avvertimento importante riguarda l’ultimo tratto: se si prosegue lungo la cengia senza notare le attrezzature che risalgono verticalmente, si giunge a una sella da cui parte un sentiero attrezzato di cresta che percorre le altre cime delle Corna di Savallo. Da lì si potrebbe rimontare la cresta est e giungere comunque alla croce, ma saltando l’ultimo troncone di ferrata.
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FAQ
How difficult is the via ferrata?
The difficulty indicated for Ferrata Nasego is Difficile.
How long does it take?
The total duration is approximately 4 h 15 min.
How long is the route?
The route measures approximately 3 km.
Where is it located?
Ferrata Nasego is located in the Brescia area, Italy.
Gear and safety planning
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Video
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Logbook
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