Panoramica
La Ferrata Renato Salvatori rappresenta un classico itinerario di livello facile, ideale come prima esperienza su corda fissa. Il suo sviluppo si articola lungo l’affilata cresta che dalla Foce di Petrosciana si innalza alla vetta del Monte Forato (o Pania Forata), garantendo un carattere spiccatamente panoramico e aereo pur mantenendo un impegno tecnico contenuto. La quota relativamente modesta ne consente la fruizione per un ampio arco della stagione, offrendo un’introduzione al mondo delle vie ferrate in un ambiente alpino di grande suggestione, tipico delle Alpi Apuane.
Avvicinamento
Il punto di partenza più utilizzato è l’Albergo Alto Mattana, in Garfagnana. Da Lucca, si percorre la SS 12 verso la Garfagnana, deviando per Diecimo e poi Pescaglia, fino a superare il borgo di Pascoso; da qui, apposita segnaletica indica la stretta strada asfaltata che conduce all’albergo, utilizzato come riferimento topografico ma non più adibito a pernottamento. Dal parcheggio antistante, si imbocca il sentiero che sale dietro l’edificio, individuando rapidamente la deviazione a destra segnalata come sentiero CAI 109. Il tracciato risale con decisione il versante nord del Monte Nona, un pendio boscoso solcato da canaloni, portando inizialmente alla Foce delle Porchette. Proseguendo sempre dritti sul 109, senza prendere altre diramazioni, si giunge infine alla sella erbosa della Foce di Petrosciana. L’avvicinamento richiede circa 1 ora e 20 minuti di cammino sostenuto dal parcheggio.
Via Ferrata
Alla Foce di Petrosciana, una targa in marmo segnala l’attacco della Ferrata Salvatori e l’accesso ripido, ignorando il sentiero che aggira più in basso il crinale. Si affrontano subito alcune facili roccette per poi agganciare il primo cavo, che protegge un breve traverso verso una possibile via di fuga. Il percorso si fa subito interessante con l’incontro di un caratteristico gendarme roccioso, superato grazie a un esposto diedro attrezzato di circa 15 metri, che rappresenta il primo vero passaggio verticale. In cima al diedro, un piccolo ripiano precede la parete più ripida e tecnica dell’itinerario: si tratta di un passaggio chiave su calcare compatto, con appigli radi, che richiede una progressione attenta. Superato questo tratto, una scaletta metallica di 5 metri segna il culmine delle difficoltà tecniche. Da qui in poi, la ferrata si snoda sul filo della cresta, sviluppandosi in orizzontale su una successione di spuntoni e cenge: è un’emozionante progressione aerea, esposta ma mai impegnativa, che regala vedute continue su entrambi i versanti. Terminate le attrezzature, una traccia su terreno libero conduce alla croce di vetta del Monte Forato (Pania Forata), raggiunta in circa 50 minuti dall’attacco (per un totale di circa 2 ore e 15 minuti dal parcheggio). Il ritmo è piacevolmente vario, con una prima parte concentrata e verticale che sfocia in un lungo tratto di cresta dal ritmo più disteso e panoramico.
Discesa
Dalla vetta, si scende brevemente (circa 40 metri) sul versante garfagnino fino a intercettare il marcato sentiero CAI 110. Questo va seguito a ritroso in direzione dell’attacco della ferrata, raggiungibile in 20 minuti dalla fine delle attrezzature. Da quel punto, si ripercorre a ritroso il sentiero dell’avvicinamento (CAI 109) fino a tornare all’Albergo Alto Mattana. Il tempo totale di escursione, ferrata inclusa, si aggira intorno alle 3 ore e 45 minuti.
Note utili
La Ferrata Salvatori è classificata come facile, concentrando i passaggi più tecnici e verticali nella sua sezione iniziale. La meta, il Monte Forato, è celebre per il suo spettacolare arco naturale di roccia, un monumento geologico che da solo giustifica l’escursione. Per gli escursionisti più esperti, è possibile effettuare una calata in corda doppia proprio attraverso questo caratteristico foro. L’itinerario può essere concatenato con la vicina Ferrata del Procinto per creare un anello più impegnativo. È disponibile anche un percorso alternativo di avvicinamento partendo da Fornovolasco (noto per la Grotta del Vento), seguendo i sentieri CAI 6 e 12, che allunga notevolmente il trekking di avvicinamento ma percorre vallate boschive molto piacevoli. La via ferrata, dedicata alla memoria di Renato Salvatori, fu installata nel 1977, inaugurata l’anno successivo e sottoposta a lavori di rinnovo nel 1998. Per l’orientamento, si consiglia l’utilizzo di una cartografia dettagliata delle Alpi Apuane.