Feb 14, 2026
Una perla di ferrata
Difficile e appagante, si può sperimentare tutte le situazioni che si possono trovare in ferrata, salite, discese, traversi esposti, scalette e ponte tibetano.
1

La Ferrata Sant'Antone, sui Monti Pisani, è un itinerario tecnico e atletico che si sviluppa tra i 500 e i 600 metri di quota. Il dislivello complessivo è modesto, ma il carattere dell’itinerario è definito da una successione di traversi estremamente esposti e spesso strapiombanti, che richiedono preparazione specifica e forza nelle braccia. L’itinerario si svolge su una parete compatta di calcare, modellata in cenge discontinue e guglie, offrendo una progressione continua e fisicamente impegnativa.
Il percorso ha inizio da una piazzola di sosta lungo la Strada Provinciale 56, in direzione Monte Serra da Buti (PI). Il punto è segnalato da una fontana e da una casa cantoniera sul lato opposto della carreggiata. Dopo aver parcheggiato, si risale la strada asfaltata per circa duecento metri fino a un cartello che indica l’accesso. Si imbocca quindi un sentiero in salita, marcato con vernice bianco-rossa. In cinque minuti si raggiunge un bivio: svoltando a destra si arriva all’attacco della ferrata in circa dieci minuti totali dalla vettura. La diramazione di sinistra conduce rapidamente sotto le caratteristiche cambre dei primi passaggi, ma senza possibilità di accesso diretto.
L’itinerario attacca subito con un traverso obliquo ed esposto che supera uno spigolo, imponendo una progressione in aderenza con trazione continua sul cavo. Questo stile di movimento, su roccia compatta e levigata, caratterizza l’intera salita. Si affronta poi una parete verticale con un attacco leggermente strapiombante, facilitato dalla presenza di cambre. Segue un traverso orizzontale particolarmente esposto, dove è necessario muoversi in aderenza trazionando sul cavo, prestando attenzione a una sporgenza rocciosa soprastante. Un successivo passaggio in discesa, non banale, richiede di sporgersi per individuare i migliori appoggi pedonali.
Il ritmo è serrato e non concede tregua: si riparte immediatamente su un impegnativo traverso verso sinistra, leggermente strapiombante, che si addentra e aggira una gola per uscirne sul lato opposto. Si sale poi in diagonale in una zona dove un tetto obbliga ad abbassarsi. Dopo aver affrontato un'ultima parete verticale di media difficoltà, si giunge a una via di fuga. Questa consente di raggiungere la fine della ferrata in cinque minuti (in salita) o di tornare all'attacco in dieci (in discesa).
Proseguendo, si seguono le indicazioni a sinistra. Un traverso obliquo conduce dopo un altro spigolo esposto a un passaggio in discesa, dove è fondamentale studiare la posizione del corpo per evitare di essere sbattuti contro la roccia. La via prosegue con un alternarsi di salite, discese, camini e traversi generalmente difficili, che richiedono atleticità e forza nelle braccia. Terminata questa sezione, ci si porta in prossimità del tratto finale.
L’ultima sezione abbandona parzialmente i traversi per una progressione più verticale, presentando due passaggi di difficoltà maggiore. Il primo è un camino decisamente strapiombante, che richiede una buona tecnica nei primi due movimenti per poi diventare più facile. Dopo una breve interruzione delle attrezzature, si prosegue a destra verso il secondo passaggio impegnativo: la risalita di un grosso sasso in spaccata, valutando con cura i pochi appigli su entrambi i lati. La rimonta di un leggero strapiombo qui può richiedere un paio di decise trazioni. Superati questi due tratti, alcuni traversi esposti ma non difficili conducono all'ultimo bivio. A destra si conclude la ferrata, a sinistra un traverso porta a un breve ma esposto ponte sospeso, che introduce l'ultimo passaggio chiave.
Si tratta di un tratto verticale che mette alla prova sia tecnicamente che fisicamente, soprattutto per la carenza di appigli e la stanchezza accumulata. La difficoltà principale è distaccarsi dal ponte, in particolare per persone di bassa statura. Individuato il modo di salire sul primo fittone, ci si sposta sul lato destro della parete vicino a due caratteristiche staffe a forma di Y, che aiutano nella risalita della parete, anch'essa leggermente strapiombante. Si sale prima a destra e poi a sinistra del cavo, completando così il difficile passaggio verticale. Cinque fittoni verticali conducono infine alla bandiera italiana, che segna il termine della Ferrata Sant'Antone. Il tempo di percorrenza dalla partenza è di circa 1 ora e 15 minuti (1 ora e 25 minuti dal parcheggio).
Dal termine della ferrata si prosegue su una traccia labile verso sinistra, che in breve conduce a una serie di sassi da risalire fino a raggiungere uno spiazzo chiamato Ghiaccietto. Si attraversa lo slargo dirigendosi a destra, per poi imboccare il sentiero CAI che porta alla prima via di fuga incontrata in salita. Si prosegue la discesa fino all'attacco della ferrata e da lì si ritorna al parcheggio seguendo a ritroso il sentiero di avvicinamento. Attenzione: dopo l'incrocio con la via di fuga il sentiero è facile da perdere, essendo mal segnato. La strada carrozzabile si trova comunque alcune decine di metri più in basso; attraversando arbusti e tratti franosi la si raggiunge ugualmente, per poi prenderla a sinistra. La discesa richiede circa 25 minuti dalla fine della ferrata, per un'escursione totale di circa 1 ora e 45 minuti dal parcheggio.
Questa via ferrata, di recente costruzione e gestita dalla sezione CAI di Pontedera, grazie alla sua bassa quota è percorribile praticamente tutto l'anno. La roccia calcarea offre ottima aderenza, elemento fondamentale nei numerosi tratti in aderenza e traverso. L’itinerario è molto vario, presentando un'abbondanza di traversi, passaggi in discesa impegnativi, pareti e camini. Richiede buona forza di braccia per l'elevato numero di tratti strapiombanti. Ogni fittone è numerato, permettendo di orientarsi sapendo che l'intera ferrata è composta da circa 170 elementi. Il tratto in discesa in cresta è particolarmente emozionante. Vista la lunghezza non eccessiva e la prevalenza di traversi, si presta bene, per escursionisti esperti, a essere percorsa anche a ritroso, evitando eventualmente l'ultimo tratto tra il ponte sospeso e la fine.
Track and weather
Preview the GPX track from the backend, download it for your GPS device, open parking directions, and check a short forecast before leaving.
The difficulty indicated for Ferrata Sant'Antone is Difficile.
The total duration is approximately 1 h 50 min.
The route measures approximately 3,3 km.
Ferrata Sant'Antone is located in the Pisa area, Italy.
Use the technical data on this page to plan equipment, timing and offline navigation. For a general checklist, read the equipment guide before opening the route in the app.
Video
Useful YouTube videos for getting a real feel for the route before you go.
Logbook
Recent community notes about closures, snow, equipment damage, trail issues and current conditions.
Community
4.3
3 reviews
9
1 climbers
6
Shared by the community
Recent images uploaded by Sferrati members.
Recent impressions from climbers who know the route.
Feb 14, 2026
Difficile e appagante, si può sperimentare tutte le situazioni che si possono trovare in ferrata, salite, discese, traversi esposti, scalette e ponte tibetano.
1
Feb 5, 2026
Da rifare
Feb 5, 2026
La ferrata Sant'Antone che si trova nel comune di Buti è molto impegnativa possiamo tranquillamente affermare che la più difficile del centro sud d'Italia. Al momento è tutta percorribile anche se per un cavillo burocratico su Google risulta ancora chiusa per una vecchia frana di tre anni fa. Appassionati di ferrate vengono da tutta Italia percorrerla e rimangono tutti molto soddisfatti ed appagati sia per il panorama che per l'impegno fisico. Venite anche voi a scoprire questo gioiello ha due passi tra Lucca e Pisa dove la nostra passione si unisce alla tradizione del buon cibo toscano.
4
Track the climb, save maps offline, and sync this route to your personal profile.
Use the app to climb
Scan the code before leaving, install the app, and keep your route data ready when reception fades.
