
Technical data
- Difficulty
- Difficile
- Status
- aperta
- Distance
- 6,5 km
- Total duration
- 4 h 30 min
- Approach
- 1 h
- Ferrata time
- 2 h
- Elevation gain
- 340 m
- Coordinates
- 46.537185, 12.147557
Features
Description
Panoramica
La Ferrata Sci Club 18 è un itinerario atletico e severo, incastonato nelle Dolomiti Ampezzane. Il percorso si sviluppa da Cortina d’Ampezzo con una salita diretta e molto esposta, puntando alla stazione superiore della funivia del Monte Faloria. La sua morfologia, contraddistinta da placche lisce e progressioni spesso obbligate alla trazione sul cavo, la rende adatta unicamente a escursionisti allenati e con solida esperienza alpinistica. La funivia offre una valida opzione per il rientro.
Avvicinamento
L’accesso parte dalla frazione di Sompiei, sopra Cortina d’Ampezzo. Dal centro, si segue la Strada Regionale delle Dolomiti verso Misurina e Auronzo di Cadore. Dopo meno di un chilometro, subito prima del cartello “Alverà”, si imbocca a destra la strada per la funivia. Poco prima di raggiungerla, una carrarella sterrata si diparte a sinistra: qui si parcheggia, avendo cura di non occupare spazi privati. L’accesso è ben individuabile.
Dal parcheggio si sale verso est su un sentiero che mira alla stazione a monte della funivia. Si tocca così la stazione intermedia di Mandres, dove chiare indicazioni segnalano l’inizio del sentiero 206. Questo prosegue con pendenza moderata fino al limite del bosco, poi vira a destra accentuando la pendenza e dirigendosi decisamente verso la parete rocciosa del Monte Faloria. Numerosi segnavia guidano fino al punto in cui si lascia il sentiero 206, tenendo la destra per raggiungere l’attacco della ferrata, indicato da una targhetta metallica con l’anno di costruzione. L’avvicinamento impegna circa un’ora.
Via Ferrata
Immediatamente a destra della targhetta ha inizio la Ferrata Sci Club 18, che si presenta subito verticale. I primi metri esigono una decisa trazione per superare un breve strapiombo iniziale. Superatolo, si aggira un tetto roccioso verso destra servendosi di solide staffe metalliche. Si prosegue guadagnando quota rapidamente su un tratto lievemente strapiombante, fino a una cengia che conduce sotto uno spigolo.
Aggirato lo spigolo, si affronta una lunga placca liscia, dove la roccia levigata rende l’arrampicata molto difficile, obbligando spesso a trazionare sul cavo. Dopo circa venti metri si approda a un terrazzino per una pausa. Si prosegue con un breve tratto appoggiato, seguito da un traverso ascendente verso destra che, pur su roccia levigata, conduce senza eccessive difficoltà a una cengia esile e poi a un nuovo spigolo. Superato un balzo impegnativo, si sale una parete verticale. Nella parte alta, il cavo piega a destra per un traverso esposto, sostenuto da staffe, che porta ad aggirare uno spigolo e a una cengia panoramica, da cui si scorge il transito della funivia per il Rifugio Faloria.
Percorsa la cengia in salita verso destra, si affronta un nuovo tratto verticale, questa volta più ricco di appigli naturali e quindi più arrampicabile. Il cavo compie alcune deviazioni laterali prima di risalire diritto. Alcune staffe aiutano nei punti più levigati, ma il passaggio risulta meno faticoso dei precedenti. In cima a questo tratto, si piega a sinistra scendendo verso un canalino instabile. Attraversatolo, si percorre una cengia che porta alla base di uno spigolo.
La risalita dello spigolo inizia con metri verticali ma gestibili, per poi sfociare in una placca verticale particolarmente atletica. Le staffe sono distanziate e la roccia è nuovamente liscia, rendendo la progressione molto impegnativa e dispendiosa a livello fisico. In cima alla placca, un tetto roccioso viene superato con l’aiuto di una breve scaletta metallica. Dopo un terrazzino e un altro tratto di cengia, si riparte in verticale per alcuni metri ancora molto difficili, prima che la roccia diventi più arrampicabile. Si raggiunge così un camino, raggiungibile da sinistra con un traverso, piacevole da risalire in spaccata grazie ai buoni appigli su entrambe le pareti.
Una cengia in leggera discesa verso destra conduce a un traverso diagonale, inizialmente agevole, che termina con un passaggio di tre metri leggermente strapiombante in prossimità di uno spigolo molto esposto. Aggirato lo spigolo, un traverso orizzontale porta a salire alcune roccette verso destra, in direzione di una fessura. Ci si addentra nella fessura, con il cavo che inizialmente corre a destra per poi spostarsi a sinistra. La salita avviene in spaccata, sfruttando principalmente gli appigli sulla parete destra. Usciti dalla fessura, si sbuca su un ampio balcone, ottimo per una sosta e per ammirare il magnifico panorama sulle Tofane.
Inizia l’ultima sezione con una cengia in salita verso sinistra che aggira uno spigolo, rivelando finalmente la meta: la stazione a monte della funivia. Appena a destra, però, si erge un imponente spigolo attrezzato con numerose staffe. Si salgono i primi metri verticali, poi lo spigolo si trasforma in un diedro con staffe su entrambi i lati, che insieme a buoni appigli naturali facilita la progressione. Usciti dal diedro, si prosegue verticalmente sul lato destro con crescente esposizione, seguendo le numerose staffe. Il cavo piega poi a destra aggirando lo spigolo e risalendo sul suo versante interno, in passaggi relativamente facili interrotti solo da un tetto atletico superato con una staffa.
Terminata la placca verticale, si percorre una cengia interrotta da un salto verticale attrezzato con staffe. Superatolo, si prosegue in leggera discesa verso un canalino detritico non protetto, per poi risalire a una forcella raggiunta tramite un sentiero. Dalla forcella, un ultimo tratto verticale attrezzato con staffe conduce sulla cresta sommitale. Senza particolari difficoltà, si affrontano gli ultimi tratti attrezzati in arrampicata: una cengia, un balzo verticale e un traverso che aggira uno spigolo portano infine al termine della Ferrata Sci Club 18. Il tempo di percorrenza della via ferrata è di circa 2 ore, per un totale di 3 ore dall’avvicinamento.
Discesa
Giunti a destinazione, il Rifugio Faloria e la stazione della funivia sono a vista. Per il rientro si hanno due opzioni: La prima prevede di tornare a piedi seguendo il sentiero 212 verso destra in direzione Mandres. La discesa è inizialmente ripida, poi più dolce, fino a ricongiungersi al bivio dell’andata presso la stazione intermedia della funivia. Da lì si ripercorre a ritroso il sentiero di avvicinamento fino al parcheggio. Questa opzione richiede circa 1 ora e 30 minuti dalla fine della ferrata. La seconda opzione, più rapida, consiste nel prendere la funivia per scendere alla stazione intermedia e da lì ripercorrere a ritroso il sentiero di avvicinamento (circa 20 minuti dalla stazione intermedia).
Note utili
La Ferrata Sci Club 18 presenta caratteristiche atipiche per le Dolomiti, non culminando su una vetta tradizionale. L’attrezzatura è molto recente, con cavo ben teso e staffe abbondanti ma non eccessive. Un elemento di sicurezza importante è la presenza di coni di protezione sui fittoni, fattore cruciale in un percorso così verticale dove un eventuale fattore di caduta potrebbe avere conseguenze serie. La via è spesso criticata per la ricerca della difficoltà pura, sollecitando frequentemente le braccia e obbligando alla trazione sul cavo. L’esposizione è marcata lungo tutto il tracciato. È assolutamente vietato percorrerla in discesa. Data la sua natura atletica e impegnativa, è raro avere energie residue per affrontare un secondo itinerario attrezzato nella stessa giornata.
Analisi Tecnica e Caratteristiche del Percorso
Morfologia e Sviluppo L’itinerario si sviluppa interamente sul versante sud-ovest del Monte Faloria, una parete compatta di dolomia prevalentemente liscia e levigata. Il tracciato non segue una linea naturale di cresta o canale, ma si imposta su una serie di placche verticali, spigoli e brevi cenge, spesso obbligando a progressioni artificiali. La roccia, sebbene solida, offre pochi appigli naturali, caratteristica che definisce il carattere tecnico della ferrata.
Ritmo e Progressione Il ritmo è discontinuo e fisicamente impegnativo. La successione di placche verticali e strapiombi richiede uno sforzo costante degli arti superiori, con pause limitate ai pochi terrazzini e cenge. Non vi sono tratti di cammino rilassante; la progressione è una sequenza di risalite tecniche intervallate da brevi traversi o passaggi in cengia. L’esposizione è costante e spesso notevole, contribuendo al senso di impegno.
Carattere dell'Itinerario La ferrata è prevalentemente verticale e atletica, con un carattere tecnico marcato. La difficoltà risiede meno nell’esposizione o nell’altezza, e più nella natura della roccia (liscia) e nella necessità di trazione continua sul cavo. È un percorso fisicamente dispendioso che sollecita soprattutto braccia e torso. Il panorama, sebbene mozzafiato sulle Tofane e sulla conca ampezzana, è quasi un contorno secondario rispetto alla concentrazione richiesta dalla progressione pura. Si tratta di un itinerario "da prestazione", il cui obiettivo è il superamento di una serie di ostacoli tecnici consecutivi, piuttosto che un’ascensione tradizionale in ambiente dolomitico.
Track and weather
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Images
FAQ
How difficult is the via ferrata?
The difficulty indicated for Ferrata Sci Club 18 is Molto Difficile.
How long does it take?
The total duration is approximately 4 h 30 min.
How long is the route?
The route measures approximately 6,5 km.
Where is it located?
Ferrata Sci Club 18 is located in the Belluno area, Italy.
Gear and safety planning
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Video
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Logbook
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