Panoramica
La Ferrata Viali è un percorso attrezzato di difficoltà media che si snoda nel canalone settentrionale del Monte Gramolon, nelle Piccole Dolomiti vicentine. L’itinerario si caratterizza per una grande varietà di situazioni: tratti verticali, traversi aerei e un’imponente scala finale. Gli avvicinamento e rientro sono brevi, ma la quota relativamente modesta la rende sconsigliabile nelle ore più calde dell’estate. Recentemente riattrezzata, la via offre un’esperienza tecnica completa e dinamica.
Avvicinamento
Il punto di partenza è il Rifugio Bepi Bertagnoli (1225 m), raggiungibile dalla valle di Campodalbero in provincia di Vicenza. Da sud, si procede verso Arzignano e Chiampo; superata la località Valletta, si svolta a destra per Campodalbero seguendo le indicazioni per il rifugio. La strada, stretta in alcuni tratti, sale oltre l’abitato fino al parcheggio presso il rifugio.
Dal parcheggio, si oltrepassa il rifugio dirigendosi verso una chiesetta. Un palo segnavia CAI indica di tenere la destra per imboccare il sentiero 221. Il tracciato si inoltra nel bosco con pendenza moderata, per poi scendere in un valloncello attraverso alcuni brevi tratti attrezzati e un fondo instabile. Si raggiunge così la base di un evidente canalone, dove un cartello segnala l’inizio della Ferrata Viali. Pochi metri oltre, volgendo lo sguardo verso destra, si individua l’attacco della via, raggiungibile in circa 20 minuti dal parcheggio.
Via Ferrata
L’attacco, segnalato da una targhetta in marmo, si trova sul lato sinistro del canalone. Si sale in diagonale lungo uno spigolo a destra, affrontando subito una sequenza verticale su roccia gradonata. Il ritmo è subito impegnativo: dopo i primi metri si traversa verso destra con passaggi di media difficoltà, su un fondo spesso ricoperto di sassolini. La morfologia del canalone, soggetto a frequenti scariche di sassi, richiede massima attenzione e l’uso obbligatorio del casco. Un traverso di una ventina di metri, senza particolari difficoltà tecniche ma esposto, conduce sul versante destro della gola.
Una breve salita diagonale e il superamento di una cengia portano sotto il passaggio chiave della via: una parete strapiombante attrezzata con una lunga fila di staffe metalliche. Le staffe, ampie, consentono appoggi comodi e eventuali soste tramite rinvii. La parete, alta circa quindici metri, si sviluppa in tre sezioni: un primo tratto molto strapiombante, una parte centrale verticale e una finale nuovamente strapiombante, seppur meno della prima. Superata questa sezione atletica, ci si sposta a sinistra con l’ausilio di un piolo e una staffa, per affrontare un breve traverso prima orizzontale e poi in diagonale, molto esposto, che conduce sotto una seconda parete attrezzata.
Questa seconda parete, sebbene impegnativa, risulta meno severa della precedente: è meno strapiombante e più breve, terminando con alcune staffe in diagonale che depositano su una cengia verso sinistra. Dopo i due tratti più tecnici, la via prosegue con una scala verticale di una ventina di pioli. Usciti dalla scala sulla destra, si traversa verso sinistra e si sale in diagonale utilizzando appigli naturali e alcuni pioli, fino a una parete dove il cavo riprende in verticale.
In origine qui era presente una seconda scala sul lato sinistro; con il recente ripristino, il percorso è stato spostato a destra, dove si sale un tratto verticale attrezzato con una serie di staffe. Le numerose prese artificiali rendono il passaggio fluido. Usciti dalla parete, un breve traverso a sinistra aggira uno spigolo e immette nella parte più stretta e ombrosa del canalone, dove l’ambiente diventa più raccolto e verticale.
Il cavo riparte in verticale con maniglie e staffe; dopo un nuovo traverso a sinistra si raggiunge una parete con alcune staffe. Salita in verticale, ci si addentra nel canalone verso sinistra percorrendo un esposto traverso su pioli. Il ritmo diventa più discontinuo, alternando brevi salite verticali a tratti orizzontali, per poi affrontare una lunga salita lungo uno spigolo, leggermente strapiombante alla base e più gradonato in alto. Superatolo, ci si sposta sul lato sinistro del canalone prestando massima attenzione a non smuovere rocce, che cadrebbero lungo il percorso appena risalito.
Sul lato opposto del canalone si inizia a salire in verticale su una parete che diventa rapidamente esposta, gradonata e integrata da maniglie nei passaggi più impegnativi. Salendo in diagonale verso sinistra si raggiunge un balconcino che offre una vista dall’alto sul canalone. Un traverso orizzontale verso destra e il superamento di alcune roccette conducono infine a un sentiero attrezzato più comodo, che porta a una panchina in un tratto di collegamento verso la sezione finale.
Dopo una pausa, si prosegue sul sentiero fino a una parete rocciosa dove è posizionata una lunga scala metallica di circa 25 metri. Nella parte finale la scala diventa più appoggiata, depositando su un tratto di sentiero attrezzato che termina sul sentiero 202, dove ha fine la Ferrata Viali. Il tempo di percorrenza dalla partenza è di circa 2 ore.
Discesa
Terminata la ferrata, ci si trova sul sentiero 202 che taglia a mezzacosta il Gramolon. Sono possibili diverse opzioni.
Per il rientro diretto al Rifugio Bertagnoli, si segue il sentiero 202 a sinistra, si attraversa una galleria militare (non serve torcia) e, prima del Passo di Scagina, si imbocca a sinistra un ripido sentiero che scende nel bosco. Questo passa accanto a un piccolo monumento in memoria di Bepi Bertagnoli e conduce al punto d’attacco della Ferrata Viali in circa 40 minuti. Da qui, si ritorna per il sentiero d’avvicinamento fino al parcheggio (circa 1 ora dal termine della ferrata, per un totale di circa 3 ore e 30 minuti).
Un’alternativa più appagante prevede di proseguire verso il Monte Gramolon. Subito dopo la ferrata, si imbocca a destra il sentiero 211 per la vetta. Lungo il percorso è possibile una deviazione segnalata a sinistra per percorrere la breve ma impegnativa Ferrata Ezio Ferrari. Si prosegue poi su ripido sentiero fino alla croce di vetta del Gramolon (1814 m, 45 minuti dal termine della ferrata). Per il rientro si scende per lo stesso sentiero (evitando la Ferrata Ferrari in discesa) e poi si segue il percorso per il Bertagnoli come sopra, per un totale di circa 4 ore e 45 minuti.
Note utili
La Ferrata Viali è un itinerario piacevole e vario, di difficoltà media con singoli passaggi impegnativi ma mai proibitivi. I due tratti strapiombanti sono atletici ma brevi; per chi non fosse sicuro, è consigliabile portare un rinvio o una fettuccia per eventuali soste. Il resto della via alterna salite verticali, traversi, cenge e roccette, culminando nella lunga e adrenalinica scala metallica. Se abbinata alla vicina Ferrata Ferrari, diventa un itinerario molto interessante e completo.
La ferrata è stata completamente riattrezzata di recente e tutte le attrezzature sono in ottimo stato. Attenzione alla nebbia, che tende a salire nel pomeriggio in questa zona delle Piccole Dolomiti. Dopo piogge, la roccia può risultare umida, aumentando significativamente la difficoltà. Come già sottolineato, è fondamentale prestare attenzione al fondo franoso e fare molta attenzione a non smuovere sassi lungo il percorso, specialmente nel canalone.