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via ferrata Ferrate di Casto
apertaDifficile

Ferrate di Casto

Prealpi Bresciane · Brescia · Italy

Technical data

Difficulty
Difficile
Status
aperta
Distance
0 km
Total duration
0 min
Approach
5 min
Ferrata time
0 min
Elevation gain
0 m
Coordinates
45.69123, 10.31118

Features

Ponti sospesiScaleAvvicinamento corto

Description

Normal

Panoramica

Il Parco delle Fucine di Casto, in provincia di Brescia, costituisce un polo d’attività montane unico nel suo genere in Italia, con accesso libero e gratuito. L’area non si limita alle vie ferrate – oggetto di questa relazione – ma integra una vasta offerta: sentieri escursionistici, tracciati per mountain bike, falesie d’arrampicata, zip line e punti di ristoro. Il periodo consigliato per la visita sono le mezze stagioni, ma gli itinerari restano generalmente percorribili anche in inverno, salvo in caso di forti innevamenti. Le vie attrezzate, pur non essendo tecnicamente arrampicabili in senso stretto, risultano molto emozionanti e ottime per l’allenamento, offrendo un mix di impegno fisico e divertimento in un contesto facilmente accessibile.

Avvicinamento

Il punto di partenza per tutte le attività è l’ampio parcheggio che costeggia il Parco delle Fucine, a poca distanza dall’abitato di Casto. Dal centro del paese si imbocca via Marconi verso sud; seguendo le indicazioni si raggiunge l’area in circa un chilometro. Le coordinate per il navigatore sono 45.69123, 10.31118. Già dal parcheggio sono visibili alcune strutture del parco, come le vie attrezzate Colpo della Strega e Arcobaleno, oltre a un caratteristico ponte sospeso che anticipa l’ambiente di gioco.

Via Ferrata

La presente relazione descrive le numerose vie attrezzate del parco, ciascuna con sviluppo autonomo. Per ogni itinerario sono indicati l’avvicinamento dal parcheggio, lo svolgimento e le caratteristiche tecniche principali, comprese lunghezza e dislivello.

Ferrata 1 Situata nelle immediate vicinanze del chiosco, risale verso un anfratto della Corna Zana noto come Casa delle Streghe. Dopo un primo strappo verticale di due metri, il percorso si sviluppa in un traverso diagonale verso destra piuttosto impegnativo, su una parete a pendenza crescente e con scarsi appigli naturali, che richiede un uso continuo della fune d’acciaio. Raggiunto un primo anfratto, il cavo inverte bruscamente direzione a sinistra per un esposto traverso orizzontale che conduce a uno spigolo, superato grazie a staffe su roccia levigata. La salita prosegue in verticale su pioli, per poi traversare a sinistra fino al termine della via (115 m, 28 m). L’itinerario si svolge prevalentemente su cenge e placche compatte, offrendo un’esperienza continua e fisicamente sollecitante, con un ritmo serrato fin dall’attacco.

Ferrata 2 Dal chiosco si segue il sentiero blu verso il Rifugio Paradiso. Dopo una cinquantina di metri, sulla destra, si individua la parete rocciosa della via, la meno impegnativa del parco. Si parte da un pianoro terroso con un traverso prima a destra poi a sinistra, su buoni appoggi. Si prosegue alternando traversi a destra e sinistra, guadagnando quota ed esposizione con l’aiuto di pioli. Giunti a una biforcazione del cavo, si può proseguire a destra in traverso o salire in verticale (opzione descritta). Dopo una decina di metri verticali, si traversa a destra in leggera discesa fino a incontrare il cavo che sale dal basso. Il percorso continua in traverso fino a uno spigolo, aggirato a destra nel passaggio più emozionante della via, per poi depositarsi su un prato (61 m, 23 m). Il tracciato, sviluppato su una parete poco inclinata, ha un carattere didattico e panoramico, ideale per un primo approccio all’ambiente verticale.

Ferrata 3 Dal parcheggio si raggiunge il chiosco e si prosegue sul sentiero per il Rifugio Paradiso, ignorando la deviazione per la ferrata 2. Dopo 50-100 metri un cartello indica l’accesso alle ferrate 3 e 4. Si attacca traversando a destra senza grosse difficoltà. Il cavo inverte la direzione portando a sinistra, per poi salire verticalmente su una parete piuttosto impegnativa. In cima a questo strappo si trova un tratto di sentiero attrezzato. Si riattacca con un lungo traverso verso sinistra su roccia molto levigata, che richiede abbondante trazione sul cavo, aiutata da alcuni pioli. Dopo questo traverso, il cavo prosegue in verticale su una parete aerea e impegnativa, poi in diagonale verso destra con un altro traverso atletico che conduce a un terrazzino. Un’ultima parete verticale e alcune roccette arrampicabili portano all’uscita su sentiero (152 m, 78 m). Al bivio successivo, a destra si torna al parcheggio, dritti si va all’attacco della Ferrata 4. Il percorso alterna tratti tecnici su placche lisce a sezioni più arrampicabili, con un ritmo vario e un impegno fisico crescente.

Ferrata 4 Dopo il breve collegamento dalla ferrata 3, la via inizia subito in verticale su roccia ben appigliata nei primi metri. Si incontrano poi tratti più impegnativi e leggermente strapiombanti. La salita continua su uno spigolo rapidamente aereo, con passaggi verticali piuttosto difficili, aiutati da pioli. Un traverso a destra porta alla parte superiore della parete, più arrampicabile nonostante tratti erbosi e terrosi, dove le difficoltà calano ed è consigliabile sfruttare le asperità della roccia. Si conclude su un tratto di sentiero attrezzato (60 m, 49 m). La traccia si congiunge poi con il sentiero per il Rifugio Paradiso (destra) o verso la Stretta di Luina (sinistra). È un itinerario breve ma intenso, caratterizzato da un’esposizione marcata fin dall’attacco e da una progressione tecnica su roccia compatta.

Ferrata 5 (Vertigo) Dall’area di sosta ci si dirige verso la Stretta di Luina. L’attacco, segnalato da un cartello con il nome "Vertigo", si presenta subito molto verticale. Si sale su una serie di staffe leggermente strapiombanti, cercando appoggi sul lato destro. Dopo questo strappo, si piega a destra per un paio di metri e si risale in verticale su roccia ben appigliata. In forte esposizione, si traversa a sinistra prima di un’ultima salita verticale che include un passaggio strapiombante impegnativo, agevolato da staffe metalliche. La parte finale è di nuovo ben appigliata (40 m, 25 m). Davanti appare il ponte sospeso di circa 30 metri, piuttosto dondolante nonostante le assi trasversali, utilizzato per la discesa. La via è un concentrato di impegno fisico su roccia solida, con un ritmo incalzante e un carattere spiccatamente verticale.

Ferrata 6 (Tasso) È la più distante dal parcheggio, raggiungibile seguendo le indicazioni per la Stretta di Luina, vicino alla ferrata 5. Dal cartello con il nome "Tasso", si inizia con un traverso a sinistra aiutandosi con pioli e staffe. Dopo una decina di metri, si sale un tratto strapiombante con staffe, si percorrono alcuni metri verticali non difficili e si traversa a sinistra fino al termine (28 m, 25 m). Si attraversa poi il ponte sospeso sulla Stretta di Luina. Breve ma intensa, questa ferrata si sviluppa su una parete compatta, offrendo un’esperienza tecnica e fisica in uno spazio ridotto.

Ferrata 7 Ha uno sviluppo diverso, in discesa, e si congiunge a metà con la Ferrata 8, rappresentandone una variante per la seconda metà. Dal termine del ponte sospeso usato dalle vie 5, 6 e 14, un breve tratto di sentiero attrezzato conduce alla fune che scende verticale. Si inizia la discesa esposta verso uno spigolo a sinistra, che si aggira in un passaggio adrenalinico che richiede attenzione nella ricerca degli appoggi. Superato questo, si percorre una stretta cengia erbosa a sinistra, poi si riprende la discesa verticale con pioli. Gli ultimi metri sono un traverso obliquo con buoni appoggi che porta alla base (60 m, 28 m). L’itinerario, atipico nel suo sviluppo discendente, richiede un adattamento della tecnica e offre una lettura inversa della parete, esaltandone l’esposizione.

Ferrata 8 Ci si dirige verso la Stretta di Luina e, seguendo i cartelli, si piega a sinistra su un sentiero in parte attrezzato fino all’attacco, che coincide con l’ultimo tratto in discesa della ferrata 7. Si inizia con un traverso obliquo a destra, poi si affronta un tratto verticale di difficoltà crescente. Presso una pianta, una comoda cengia erbosa ospita a destra il bivio per la Ferrata 7. Proseguendo dritti, un passaggio verticale inizialmente impegnativo per la roccia levigata diventa più frastagliato. Il passaggio chiave è una parete scura e levigata di 4-5 metri che richiede buona forza di braccia. Superatala, un traverso a sinistra con buoni appoggi conduce a un breve balzo verticale dove si incontra la Ferrata 9. Poco dopo, una scala marinara in metallo porta con un ultimo balzo al prato soprastante (68 m, 47 m). Per il rientro si segue il sentiero a destra. Il percorso è tecnico e fisico, caratterizzato da un’alternanza di placche lisce e tratti più articolati, con un ritmo che premia la costanza nella progressione.

Ferrata 9 Inizia vicino alla ferrata 8, nella zona della Stretta di Luina. Sale su pareti ben appoggiate con buoni appigli. Dopo una quindicina di metri, traversa a sinistra, poi a destra, e affronta uno strappo verticale più impegnativo che porta alla base della stessa scala marinara della ferrata 8 (68 m, 47 m). Pochi metri oltre la scala, si scende sul sentiero di destra. Sviluppata su roccia solida e ben strutturata, la via offre un arrampicata piacevole e continua, con un carattere più tradizionale e meno tecnico rispetto alle vicine.

Ferrata 10 L’attacco è a pochi metri a sinistra della ferrata 9. Si inizia con una rampa diagonale a sinistra, poi si sale in verticale vicino a una fessura. Un traverso a sinistra senza grosse difficoltà porta a un tratto verticale su roccia compatta (4-5 metri). Da un terrazzino erboso parte un impegnativo traverso a sinistra aiutato da pioli, che termina con una salita verticale esposta e difficile. Superato un intaglio che aggira un breve strapiombo, si prosegue in verticale con passaggi impegnativi intervallati da un terrazzino roccioso. Un ultimo traverso diagonale a sinistra porta a un terrazzino erboso presso alcune piante. Un ultimo balzo facile conclude la via (60 m, 46 m). Rientro sul sentiero a destra. L’itinerario presenta un mix di tecniche: progressione in aderenza, uso dei pioli e brevi tratti di arrampicata, su una morfologia varia che alterna placche, fessure e terrazzini.

Ferrata 11 Situata circa 50 metri a sinistra dell’attacco della ferrata 10, è una delle più impegnative del parco. Dopo i primi metri appoggiati a sinistra, si incontra una parete giallastra molto verticale. I primi metri sono subito molto impegnativi e leggermente strapiombanti. Dopo 3 metri verticali, un impegnativo traverso a destra conduce a un terrazzino roccioso. La via riparte verticale e leggermente strapiombante vicino a una fessura, per uscire a destra su un esposto traverso obliquo con pioli provvidenziali. Al bivio del cavo, la variante di sinistra sale in verticale, impegnativa e strapiombante, richiedendo buono sforzo di braccia. Si raggiunge un traverso a sinistra, molto esposto, che porta a una fessura. Risalita questa, un traverso in diagonale a destra in aderenza precede passaggi meno impegnativi. Presso alcune piante, un ultimo traverso a destra e alcuni balzi ben appigliati concludono la via (58 m, 45 m). Rientro sul sentiero a destra. La ferrata si distingue per la continuità dell’impegno su roccia compatta e levigata, con un ritmo serrato e un carattere fisico-tecnico che sollecita costantemente la parte superiore del corpo.

Ferrata 12 Dall’area di sosta ci si dirige in direzione opposta al chiosco informazioni, raggiungendo rapidamente l’attacco segnalato. Si sale uno spigolo ben appigliato, poi lo si traversa a destra aggirandolo. Un traverso a destra porta a un breve canalino da risalire. Usciti, si affrontano alcuni metri verticali e un traverso diagonale a destra. Si riparte in verticale anche usando una pianta come appoggio, su una parete levigata che richiede forza di braccia. Dopo un breve traverso, un passo strapiombante con pioli porta a una salita più appigliata fino a una forcellina terrosa. Sul lato opposto c’è un ponte sospeso. Si sale invece verticalmente su un gendarme ben appigliato fino alla cima, solitamente segnata da una bandiera (65 m, 28 m). Il rientro avviene scendendo a ritroso gli ultimi metri del torrione fino al ponte sospeso di quasi 40 metri (piuttosto ballerino), che si attraversa per scendere vicino al parcheggio. L’itinerario combina arrampicata su roccia viva, passaggi aerei e l’emozione del ponte sospeso, con un ritmo vario e un carattere spiccatamente panoramico.

Ferrata 12 bis L’attacco è nei pressi della galleria, in direzione opposta al chiosco informazioni. Inizia subito in verticale e in modo impegnativo con un primo passaggio strapiombante su roccia compatta. Aggirato a sinistra uno spigolo, si attraversa un ponte delle scimmie (2 funi) di circa 8 metri. Si sale poi in verticale su roccia molto levigata usando staffe e pioli. Dopo una quindicina di metri, il cavo piega a sinistra per un traverso con buoni appoggi. Una risalita verticale su roccia più frastagliata porta a un terrazzino terroso presso una pianta. Un facile traverso dal terrazzino intercetta la fune in salita della Ferrata 12. Saliti alcuni metri verticali non difficili, si raggiunge la forcellina della ferrata 12 (46 m, 26 m). Da qui si può salire in cima o attraversare il ponte sospeso. Variante tecnica e fisica, si sviluppa su placche lisce e include un elemento di equilibrio nel ponte delle scimmie, aggiungendo varietà al percorso principale.

Ferrata 14 (Edera) L’attacco è a fianco della ferrata 5, presso la Stretta di Luina. Dal cartello in legno si sale subito in verticale su buona roccia, poi si traversa a sinistra con ottimi appoggi. Le difficoltà aumentano su un tratto di roccia giallastra con un traverso leggermente strapiombante, seguito da una salita vertical

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Ferrate di Casto is located in the Brescia area, Italy.

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Parco ferrate molto carino

Parco tematico con molte ferrate attività e trekking vari, le ferrate sono di difficoltà medio alte, consigliato assolutamente lo stretto della Luina, mezzo KM a pelo d’acqua sopra un fiumiciattolo azzurrissimo! 

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