Ferrata del Monte Emilius (Col Ros)
Aosta · Italia

Monte Emilius · Aosta · Italia
La ferrata del Monte Emilius si annovera tra gli itinerari più severi dell’arco alpino, distinguendosi per la sua notevole estensione, il dislivello marcato e l’ambiente d’alta quota che impone preparazione e rispetto. L’intero sviluppo supera i 16 chilometri e l’approccio più equilibrato consiste nello spezzare l’ascensione in due giorni, soggiornando al Rifugio Arbolle o al più essenziale Bivacco Federigo. Questa scelta consente di vivere pienamente la maestosità del percorso senza la pressione del tempo, trasformando l’impresa in un’esperienza più profonda e contemplativa.
Il punto di partenza logistico è la stazione a monte degli impianti di Pila, precisamente Chamolè. Da qui si imbocca il sentiero segnavia 19c, che prosegue sul 19a, raggiungendo in circa un’ora e mezza il Rifugio Arbolle, dopo una breve discesa nel vallone omonimo. Il percorso si svolge in un ambiente di media montagna, con pendii erbosi che gradualmente lasciano il posto a scenari più aspri. Dal rifugio, la marcia di avvicinamento prosegue scendendo lungo il sentiero 14 nel Vallone di Comboe, un canalone ampio e detritico che introduce alla severità del paesaggio glaciale. Giunti a un bivio, si tiene la destra seguendo i tracciati 16c e poi 16a, che conducono in ulteriori novanta minuti al Bivacco Federigo, posto a 2907 metri sotto il Colle Carrel. L’avvicinamento totale da Chamolè al bivacco richiede circa tre ore e tre quarti, un itinerario che prepara fisicamente e psicologicamente all’alta quota. L’attacco della ferrata si trova immediatamente dietro il bivacco.
La via ferrata del Monte Emilius si sviluppa lungo la cresta nord e nord-ovest, dal Colle Carrel fino alla vetta a 3551 metri, tracciando una linea spettacolare e continua. Dal bivacco, un evidente tracciato conduce all’inizio delle attrezzature fisse. L’itinerario si snoda prevalentemente sul filo di cresta, un ambiente esposto e aereo, alternando la risalita di facili roccette a traversi esposti ma non tecnici, che richiedono soprattutto equilibrio e sicurezza mentale. La progressione è ritmata e costante, senza brusche interruzioni. Un passaggio distintivo è la discesa in disarrampicata che porta a un ponte sospeso molto esposto, caratterizzato da una passerella in legno che supera una profonda insellatura della cresta. Superato il ponte e la sommità del Mont Ross, la ferrata prosegue sul versante destro della montagna su placche granitiche inclinate, offrendo una progressione più verticale e fisica su roccia solida e compatta. In questo tratto è presente una via di fuga segnalata che scende verso il Lago Gelato.
Il percorso continua con un continuo alternarsi tra tratti di sentiero in cresta, dove si può marciare liberamente, e passaggi più verticali o esposti, assicurati da cavi e cambre metalliche. Si superano belle placconate di granito fino al Petit Emilius (3342 m), un punto panoramico cruciale. Mantenendosi sempre a destra del filo di cresta, si affrontano gradoni rocciosi e un tratto verticale attrezzato con infissi metallici, dove è frequente incontrare un nevaio anche in piena estate, aggiungendo una componente alpinistica al percorso. Dopo un ultimo risalto roccioso, si percorre la cresta finale, ampia e panoramica, che in una decina di minuti conduce alla croce di vetta. Il tempo di percorrenza dalla partenza dal Bivacco Federigo è di circa quattro ore e trenta minuti, per un totale di sette ore e mezza dall’inizio dell’escursione.
Dalla vetta del Monte Emilius la discesa avviene lungo la via normale, inizialmente su sfasciumi instabili in direzione del Passo dei Tre Cappuccini, un tratto che richiede attenzione alla stabilità del piede. Si costeggia quindi il Lago Gelato, incastonato in una conca glaciale, e si prosegue lungo il sentiero fino a raggiungere il Rifugio Arbolle in circa due ore e trenta minuti dalla vetta. Dal rifugio, si ritorna al punto di partenza presso gli impianti di risalita ripercorrendo a ritroso il sentiero di avvicinamento in un’ora circa. Il tempo totale dell’anello, ferrata e discesa comprese, è di circa undici ore.
La ferrata è in ottime condizioni con attrezzature posizionate in modo appropriato. Data l’alta quota e l’esposizione a nord, è altamente consigliabile portare con sé ramponi e piccozza almeno fino a fine luglio, poiché è comune incontrare nevai persistenti che possono rendere inagibili alcuni tratti attrezzati, trasformando passaggi semplici in impegnativi traversi su neve. Nell’ultima parte del percorso, prestare attenzione ad alcuni brevi tratti non protetti dove la roccia può essere instabile. È fondamentale intraprendere l’ascensione solo in condizioni meteorologiche stabili e dopo un’attenta valutazione delle proprie capacità fisiche e tecniche. L’itinerario, di stampo prettamente alpinistico, è estremamente appagante e la suddivisione in due giorni ne è la modalità di percorrenza più ragionevole, anche considerando gli orari di chiusura degli impianti di risalita.
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